Inserito da: innovatorieuropei | Febbraio 22, 2008

IL PROGRAMMA DI VELTRONI FA ECO ANCHE IN EUROPA

venerdì 22 febbraio 2008

Il programma che Walter Veltroni ha lanciato sabato all’assemblea nazionale del PD, ha trovato un’ampia eco anche in sede europea.

Non solo suscita interesse lo sforzo di semplificazione politica che costringe gli avversari ad una difficile rincorsa e sgretola il castello di cartapesta con cui ci si illudeva di mettere insieme da Storace a Casini.

Ciò che più stimola sono le grandi innovazioni di contenuto, di messaggio programmatico, che valgono per l’Italia e che possono tanto più valere per l’Europa, alla ricerca di un suo ruolo più accentuato e costante nello scenario internazionale, e di un suo più spedito ritmo di crescita interna che si accompagni alla coesione sociale e alla valorizzazione innanzitutto delle forze giovani, della grande risorsa che sono le nuove generazioni europee.

Le proposte di Veltroni per dotare il Mezzogiorno e l’Italia di una efficace rete infrastrutturale materiale ed immateriale, per una moderna politica energetica, per innalzare la qualità dell’istruzione e della formazione, creando 100 nuovi campus universitari e per proseguire l’opera di liberalizzazione, sono l’attualizzazione concreta della Agenda di Lisbona, che ha trovato in questi anni una solo parziale attuazione a causa del difetto di coraggio, del permanere di istinti conservativi e corporativi, della mancanza di una spinta più decisa verso una politica comune per la ricerca, per l’istruzione, per l’armonizzazione del mercato, per le liberalizzazioni.

Quando Veltroni insiste sul merito e sulle competenze, sulla lotta alle difese corporative o di casta che spesso occludono ai giovani il pieno dispiegamento delle loro potenzialità, e fa proposte precise per aprire le maglie del mercato del lavoro, per innalzare la qualità della formazione e della ricerca, declina in modo moderno le linee guida che vanno seguite perché l’Europa sia l’area più dinamica e competitiva del mondo.

La proposta di Veltroni raccoglie in pieno il contributo che molti di noi, a cominciare da Enrico Letta, intesero dare al dibattito delle primarie.

E soprattutto interpreta la voglia di futuro che anima un Paese con molti problemi ma anche con una grande capacità di reagire in positivo.

L’Italia, ha ricordato Massimo D’Alema, è un Paese necessario all’Europa e al mondo.

Un’Italia nuova, più autorevole, moderna e forte sarà ancor di più protagonista anche della costruzione di un sistema delle relazioni internazionali più equo e condiviso.

Gianni Pittella
Eurodeputato PD/PSE
Membro Esecutivo PD


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